quarta-feira, novembro 20, 2013

the infinity of myself

Through the mediation - Self Portraits on TV Monitor post-filtered digitally
Daniel Pinheiro - 2013

Always dear to me was this solitary hill
and this hedge, which, for its part,
excludes most of the far horizon.
But sitting and gazing at such
endless spaces beyond it, the transcendent
silences, and the most profound silences,
letting my wandering thoughts
engulf me; where my heart almost fears. As the wind
I hear rustling through the trees,
I must keep on, pondering
that infinite silence with this voice.
I recall the eternal,
the dead seasons, the present one,
the living, and the sound of her;
So in in the mist of this immensity,
my thoughts drown, and to me,
sweet is the sinking in this sea.

Original

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

"L'infinito" (English: The Infinite) by Giacomo Leopardi (Recanati - Italy, Autumn of 1819.)

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